Storia e descrizione

I primi anni a Ravenna

San Giovanni Vincenzo, anche Giovanni da Besate nasce a Besate (MI) intorno all’anno 955, come risulta dagli esami medici effettuati nell’anno 2000 durante la ricognizione delle reliquie che posizioneranno l’anno della sua morte intorno all’anno 1.000, evidenziando un’età di circa 45 anni.
E’ stato discepolo di Romualdo di Camaldoli e fu nominato 57º arcivescovo di Ravenna sotto Papa Giovanni XIV nell’anno 983 con il nome di Giovanni X. Resse l’arcidiocesi per 15 anni, tra il 983 ed il 998, anni in cui l’impero era governato dalla dinastia degli Ottone (I, II e III), della casa di Sassonia. In questo periodo, come risulta dalla storia di Ravenna, il Regno d’Italia fu unito a quello di Germania nell’ambito del Sacro Romano Impero, e Ottone, uno dei principali Imperatori del Sacro Romano Impero, pose proprio Ravenna quale sua capitale.
L’ultima metà del X secolo era il periodo nel quale era molto forte e diffusa la paura della fine del mondo con la fine del I millennio. Ma già negli ultimi anni del secolo, l’Imperatore Ottone aveva impostato le condizioni per la Rinascita dell’anno Mille.

La cessione dell’incarico di Arcivescovo

Il 28 aprile 998, fu nominato arcivescovo di Ravenna Gerberto di Aurillac quale successore di Giovanni Vincenzo che gli cedette il suo posto.
La storia narra che ciò avvenne perchè, mentre stava amministrando la Cresima nella basilica ravennate di San Vitale, il Vescovo non si accorse di una donna che, con un bambino molto piccolo, cercava di avvicinarsi per far impartire il Sacramento al figlio gravemente malato.
Quando finalmente la donna arrivò, Vescovo e clero si erano già allontanati. Il bimbo morì e la madre iniziò a gridare dal dolore. Giovanni udì il suo strazio e tornò indietro, avvicinandosi per capirne di più. Una volta informato dell’accaduto, attribuì la mancata Cresima alla sua negligenza: si allontanò quindi per pregare il Signore, portando con sè il corpicino del bimbo, che improvvisamente risuscitò.
Subito si gridò al miracolo e iniziò una lunga processione di fedeli, che venivano a rendere omaggio al Vescovo magnificandone la potenza. Giovanni, tuttavia, considerava questa eccessiva devozione un impedimento alla sua vocazione, e scelse di lasciare la carica ricoperta.

Il Patrono di Sant’Ambrogio di Torino

San Giovanni Vincenzo, ricordato dalla Chiesa cattolica il 21 novembre, è celebrato annualmente come santo patrono a Sant’Ambrogio di Torino, la domenica più vicina al 21 novembre con l’organizzazione della FESTA PATRONALE in suo onore che coinvolge tutta la comunità del paese.


.Eremita in Val Susa e la costruzione della Sacra di San Michele

In quella primavera del 998 si ritirò eremita sul Monte Caprasio in Val di Susa nelle grotte naturali presso l’abitato di Celle, (oggi frazione del comune di Caprie nella città metropolitana di Torino, a pochi chilometri da Sant’Ambrogio di Torino).
Qui si fa strada un’altra leggenda: l’eremita decise di erigere sul Caprasio una chiesetta in onore di San Michele ma, raccolto il materiale necessario, provato dalla fatica si addormentò.
Al suo risveglio, il mattino dopo, tutto era scomparso. Il fatto si ripeté ancora per due notti: la terza, Giovanni vide in sogno un volo di angeli e colombe che trasportavano il materiale sul monte opposto, il Pirchiriano, invitandolo a seguirli: così la tradizione cristiana rappresenta l’inizio della costruzione della Sacra di San Michele. Ecco perché all’opera di san Giovanni Vincenzo si deve l’avvio della costruzione del grande monastero della Sacra di San Michele alla fine del X secolo.
In merito a questo esiste anche un altro episodio, legato questa volta ad Hugon di Montboissier, nobile francese dell’Alvernia intenzionato a fondare un monastero sulla cima del Pirchiriano. Provato dalla lunga salita e senza aver trovato acqua sul tragitto, il gruppo da luii guidato arrivò in vetta assetato. Giovanni aveva un’ampolla di vino necessaria a celebrare la Messa, il cui contenuto non sarebbe bastato a placare l’arsura di uno solo dei cavalieri, ma ancora una volta si mise a pregare e dall’ampolla iniziò a sgorgare acqua freschissima, mentre tutti gridavano nuovamente al miracolo.

La Traslazione e l’arrivo nella Chiesa di Sant’Ambrogio

Come detto in precedenza gli esami medici effettuati nell’anno 2000 sulle reliquie hanno posizionato l’anno della sua morte intorno all’anno 1.000, evidenziando un’età di circa 45 anni.
Dopo un secolo e mezzo il 12 gennaio 1150, avvenne un altro episodio cruciale: le spoglie di San Giovanni Vincenzo, caricate a dorso di mulo, giunsero da Celle dirette alla Sacra per essere custodite nell’abbazia come da volontà dei monaci sacrensi.
Ma il mulo che le trasportava, giunto a Sant’Ambrogio, non volle proseguire e nemmeno le percosse lo convinsero a concludere il cammino. Questa risolutezza venne interpretata come una volontà divina e da allora le spoglie sono rimaste nella chiesa parrocchiale ai piedi della montagna, ed ancora oggi si trovano in un’urna conservata sotto l’altare sotto l’altare maggiore della chiesa parrocchiale, da allora a lui dedicata e da allora Santo Patrono della comunità.

Il Patrono di Sant’Ambrogio di Torino

San Giovanni Vincenzo, ricordato dalla Chiesa cattolica il 21 novembre, è celebrato annualmente come santo patrono a Sant’Ambrogio di Torino, la domenica più vicina al 21 novembre con l’organizzazione della FESTA PATRONALE in suo onore che coinvolge tutta la comunità del paese.

La Traslazione

Ogni anno la domenica più vicina al 12 gennaio, la comunità di Sant’Ambrogio di Torino celebra la festa della traslazione di San Giovanni Vincenzo con una processione ed una cerimonia che ricorda l’arrivo delle reliquie del santo nel 1150. Esse vengono portate in processione al termine della messa domenicale del giorno di festa, accompagnate sono le rappresentanze dell’amministrazione comunale, dell’associazionismo locale e dei membri della SOCIETA’ ABBADIA, muniti di alabarda che come spiega l’antica origine dell’associazione; difendere le spoglie del Santo dalle predazioni degli invasori e dalle rivendicazioni degli abitanti di Celle, che ne reclamavano il possesso.

Culto e Preghiere

Nei secoli, a partire dall’anno 1000, sono stati scritti inni e preghiere a San Giovanni Vincenzo ed i primi e più importanti testi si trovano nel Breviario di San Michele della Chiusa, manoscritto in due volumi del 1315.

San Giovanni Vincenzo è patrono dei seguenti luoghi (tutti in Val di Susa): Sant’Ambrogio di Torino, Celle (frazione del comune di Caprie) in cui è situata la Cappella della grotta a lui dedicata e Bellafugera (frazione del comune di Condove) in cui è situata la Chiesa nella roccia a lui dedicata.

Parrocchia San Giovanni Vincenzo

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