La storia dell’organo
L’organo a canne situato sulla tribuna sopra le porte d’ingresso della chiesa, è stato costruito dalla famiglia organara piemontese Concone ed è risalente alla metà del ‘700. Originariamente realizzato nel 1755 da Giovanni Battista e Francesco Maria Concone presso la chiesa di San Francesco in Chieri, fu acquistato dalla comunità di Sant’Ambrogio, trasferito e collocato sulla tribuna della chiesa di San Giovanni Vincenzo nel 1804 da Gioachino Concone.
Questo risulta, dal contratto firmato il 16 agosto con l’organaro Gioacchino Concone (figlio del costruttore), dal prevosto don Gioseffo Bertolo, dal sindaco Alessio Cinato (allora denominato ‘Maire’ poiché sotto il dominio francese) e da diversi rappresentati della comunità santambrogese.
Tra il 1833 e il 1834 venne decorato e furono approntati importanti interventi di manutenzione passati quasi 30 anni dalla sua installazione.
Nel 1900, in occasione dei festeggiamenti per il 9º centenario della morte di San Giovanni Vincenzo, il prevosto don Stefano Croce avviò un importante opera di decorazione della chiesa ed anche l’organo fu praticamente ricostruito e ampliato dall’organaro bergamasco Carlo Pera, che mantenne dell’originario strumento soltanto le canne di facciata mentre ampliò i registri e i pedali di espressione e portò il totale della canne a 1.176.
Successivamente tra gli anni ’30 e ’40 furono eseguiti altri lavori di manutenzione ed elettrificazione dalla famosa casa organaria Vegezzi Bossi.
Lo strumento continuò ad essere utilizzato per l’accompagnamento liturgico fino a metà degli anni sessanta finché, necessitando di un restauro, rimase inutilizzato per un ventennio, fino alla metà degli anni ottanta, quando, grazie alla volontà del parroco don Romeo Zuppa, del Consiglio Pastorale e della Cantoria di Sant’Ambrogio, iniziò un imponente restauro.
Venne interpellato il prof. Luciano Fornero, docente di organo e composizione organistica e successivamente direttore del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino; grazie alla sua competenza ed al suo entusiasmo, con il coinvolgimento dell’organaro Mario Marzi, degli artigiani Antonio Marcon, Arturo Cuatto, Elio Carello e Salvatore Russo, oltre che dei volontari della comunità, con ben 4 anni di studi e ricerca, l’organo venne restaurato pur mantenendo le modifiche tecniche e la configurazione fonica primo-novecentesca di Carlo Pera.
Lo strumento venne inaugurato con un importante concerto del maestro Luciano Fornero il 30 aprile 1988. Da questa data l’organo è tornato ad essere regolarmente utilizzato per l’accompagnamento liturgico e per numerosi concerti e, come aveva profeticamente predetto proprio il prof. Fornero, non ha più smesso di far sentire la sua potente voce.



